I rivestimenti pavimentali di Pompei ed Ercolano e l’uso dell’alabastro in epoca Romana (II SEC. A.C. – I SEC. D.C.): nuove indagini
Abstract:
L’alabastro (alabastro onice calcareo) era molto apprezzato dai romani per scopi ornamentali. Plinio il Vecchio testimonia la novità dell’alabastro, presumibilmente Egiziano, a metà del I secolo a.C. a Roma. Il progetto Alabaster: Quarrying and Trade in the Roman World ha esaminato l’alabastro nei pavimenti di Pompei ed Ercolano al fine di determinare le varietà impiegate in ciascuna città per comprenderne appieno l’uso e il commercio dal II secolo aC al I secolo dC. Questo documento presenta i risultati delle indagini (2014-2016). L’alabastro onice, con tutta probabilità proveniente dall’Egitto, è la prima e più frequente varietà a Pompei, il fiorito turco e la pecorella nordafricana ad Ercolano. L’uso dell’alabastro in molti pavimenti delle ricche dimore vesuviane conferma la testimonianza di Plinio e di altri scrittori circa la predilezione per tale materiale da parte dell’élite romana sin dall’inizio del suo arrivo in Italia.